Dieci buoni motivi per leggere Madame Bovary


Attenzione, spoiler!!!

Qualche giorno fa ho terminato la lettura di Madame Bovary, un romanzo che ha saputo risvegliare una fragilità che raramente un libro qualunque è in grado di suscitare in me.

Si tratta di un giudizio che è chiaramente influenzato dai miei gusti e dalle mie inclinazioni personali, ma ci sono almeno dieci buoni motivi per divorare il più celebre romanzo di Gustave Flaubert. Vai con la lista!

1.       Emma, la paladina dei sogni infranti

In ciascuno di noi si annida un/a piccolo/a bovarista in erba. Ma chi sono i bovaristi? Dicesi bovarista colui che sogna di essere ciò che non potrà mai diventare, ragion per cui sarà sempre destinato ad un perenne sentimento di infelicità, frustrazione e impotenza.

La bella e raffinatissima Emma vorrebbe vivere un’esistenza non dissimile da quella delle eroine dei romanzi tardo-romantici che leggeva durante l’adolescenza, così è profondamente insoddisfatta di essere la moglie di un mediocre, noioso e ordinario medico di un paesello di provincia. L’esistenza è dunque l’esatto contrario di tutto ciò che aveva desiderato e la giovane ne soffre profondamente.

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da Wikipedia

2.       Passione e tradimenti

La bella e malinconica Emma cerca di realizzare le proprie aspettative di vita nell’adulterio e nello sperpero dei risparmi di famiglia, finchè l’incapacità di giudicare la realtà con obiettività non la porterà alla bancarotta e al suicidio.

Prima di giungere alla tragica conclusione della vicenda, potrete gustarvi ben due storie di amore e di passione.  Vi è mai capitato di innamorarvi dell’idea che vi siete fatti di una persona anziché della sua reale personalità? Ebbene, la povera Emma e il suo amato Léon ci cascano in pieno e fondano il loro rapporto su illusioni reciproche.

Sono certa che anche ai signori lettori sia capitato, almeno una volta nella vita, di prendere una terribile sbandata per la soggezione che una persona esercitava su di voi anziché sulla sua reale personalità, non è così?

3.       La condizione della donna nel XIX secolo

Emma è una ragazzetta ingenua e facilmente suggestionabile: il romanticismo avrà anche devastato l’immaginario di un’intera generazione, ma non tutte le appassionate di romanzi rosa si sono suicidate come la protagonista del romanzo. E’ tuttavia evidente che Emma è dotata di notevoli qualità che le avrebbero premesso, in un’epoca meno maschilista, di perseguire con discreto successo la propria realizzazione personale: la giovane è infatti un’eccellente pianista, ha un pregevole gusto estetico ed è una persona estremamente tenace.

Le donne nell’800 non avevano la possibilità di realizzarsi come individui autonomi al di fuori delle mura domestiche, così non c’è da stupirsi se Emma affida tutte le sue speranze di affermazione al matrimonio e, in seguito, all’adulterio; la giovane compie infatti tutta una serie di scelte che la porteranno a fallire miseramente in ogni aspetto della sua esistenza.

L’aspetto singolare del romanzo è che la vittima principale della frustrante condizione femminile dell’epoca non è Emma, ma la figlioletta Bertha: la piccola viene continuamente trascurata dalla madre e, al termine della storia, si ritroverà orfana e squattrinata.

4.       Una pietra miliare della letteratura occidentale

Madame Bovary è il primo romanzo realista della letteratura moderna, perciò è una pietra miliare della nostra biblioteca personale e non può mancare nel bagaglio culturale di ciascuno di noi.

5.       Una fedele ricostruzione della Normandia ottocentesca

Ho già detto che si tratta di un romanzo realista, vero? Ciò significa che l’autore ha ricostruito fedelmente l’ambientazione del romanzo, vale a dire la provincia di Rouen (Normandia) tra il 1827 e il 1846.

Lo stile realista non ostacola l’espressione del punto di vista dell’autore. Il romanzo realista sacrificherà pure il narratore onnisciente in favore di un’oggettiva descrizione dei fatti, ma Madame Bovary non si risparmia di esprimere il punto di vista anti-boghese e antiromantico dell’autore.

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da Wikipedia

6.       Un capolavoro di stile

Flaubert era un maniaco dello stile: impiegava ore per scegliere una parola e spesso riscriveva interamente un paragrafo o un capitolo più volte. Avete presente la scena della fiera dell’agricoltura in cui Rodolphe seduce Emma? Ebbene, il povero Gustave ha impiegato due mesi per scriverla. E la realizzazione dell’intera opera è durata ben sei anni! Il risultato di un simile sforzo è un capolavoro di stile che vi lascerà estasiati per la sua scorrevolezza.

7.       Lo scandalo

Sin dalla prima pubblicazione a puntate, il romanzo ha fatto scandalo: Flaubert è stato infatti accusato di oltraggio alla morale e alla religione per non aver espresso nell’opera alcun giudizio negativo sull’adulterio di Emma. Lo scrittore è stato scagionato poichè ha dimostrato di non aver espresso alcuna opinione in seguito alla scelta stilistica, tipicamente realista, di rinunciare alla narrazione onnisciente “di parte” in farore di un’imparziale descrizione dei fatti.

8.       Antiromanticismo per romanticoni

Se siete dei romantici incalliti, niente paura: il romanzo è intriso di romanticismo dalla prima all’ultima pagina, così come ne sono affetti la protagonista dell’opera e il suo autore. Pur disprezzando fortemente tale corrente, Gusty era consapevole di essere un romantico e di portarne “il marchio sul collo”.

9.       Un simpatico sarcasmo soft

Nel corso della lettura incontrerete un mucchio di scenette di vita quotidiana piuttosto comiche e sarcastiche, che vi strapperanno un sorriso inaspettato.

10.   Il buffissimo signor Homais

Monsieur Homais e il prete sono simpaticissimi: il primo è un farmacista illuminista positivista che fa la figura del sinistroide un po’ ingenuo e il secondo un classico reverendo ipocrita di provincia. Ne vedrete delle belle …

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11 thoughts on “Dieci buoni motivi per leggere Madame Bovary

  1. Letto tanti anni fa… forse dovrei rimetterlo in mano poichè non ne ricordo granchè! Piacere di conoscerti… abbiamo in comune l’amore per la lettura…spero che verrai a commentare i miei post e mi dirai quali dei miei libri hai letto! Baci. Luna

    • Un post molto bello, complimenti.
      Io ho cercato di non soffermarmi troppo sui sentimenti personali che provo per Emma, forse per tentare di dare un piglio giornalistico al post (ahah, certe volte mi illudo di essere una giornalista), tu invece hai preferito soffermarti sul tuo rapporto personale con il libro.
      Abbiamo fatto delle scelte molto diverse, ma entrambi abbiamo reso onore ad un grande scrittore francese.

      Torna presto :)

  2. Pingback: Va’ dove ti porta il cuore, una recensione dedicata alla mia mamma – Acqua e limone

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