On Space time foam, un’avventra fluttuante all’HangarBicocca


Una delle mete più popolari dell’ambiente culturale milanese è sicuramente HangarBicocca, un ex stabilimento della Brera che è stato trasformato in una galleria d’arte “extra large”: le colossali dimensioni del capannone consentono l’esposizione di opere enormi, che non riuscirebbero mai a varcare la soglia di un museo qualsiasi.

 

Il segreto del recente successo è On Space Time Foam di Tomas Saraceno, una struttura gonfiabile sospesa nel vuoto a 24 m di altezza costituita da tre membrane, sule quali il pubblico può muoversi liberamente osservando lo spazio sottostante. Smettiamo di fare i secchioni e ammettiamolo: si tratta di un enorme gioco gonfiabile per adulti che, oltre a trasmettere un profondo significato artistico e essere il risultato di una seria e impegnata ricerca dell’architetto argentino, è maledettamente divertente. Camminare, gattonare e rotolare su un gigantesco materasso morbidoso (dopo aver superato abbondantemente gli 11 anni di età) e poter ancora affermare di essere una persona seria e acculturata è il motivo per cui HangarBicocca è diventato una meta ambita per i milanesi in queste ultime settimane.

Nonostante le aspettative del pubblico e l’entusiasta pubblicità dei media, On Space Time Foam ha avuto una partenza molto deludente: il giorno dell’inaugurazione la struttura realizzata da Saraceno era chiusa per manutenzione e non è necessario prenotare telefonicamente per accedervi, contrariamente a quanto è stato comunicato durante i primi giorni di vita dell’evento. Un passo falso che è stato subito dimenticato, infatti la folla è accorsa numerosa e si è mostrata entusiasta dell’inusuale opera d’arte.

Ma chi sono i seguaci della creatività di Saraceno? Studenti universitari, soprattutto architetti, artisti dell’Accademia di Brera e umanisti, ma ho incontrato anche numerosi trentenni e quarantenni in cerca di uno svago alternativo e giovanile. Sono rimasta profondamente colpita da una coppia di amiche over 60 che zampettava sul telone con lo stesso entusiasmo dei visitatori più giovani e allenati. Isomma, si può tranquillamente affermare che l’opera è aperta a tutti, purché siate maggiorenni e in salute.

La vostra centaura, accompagnata da un gruppetto di amici scatenati, si è recata sul luogo del delitto per raccontarvi anche questa emozione.

 

Un’avventura fluttuante

Attraversata la silenziosa anticamera, una sorta di non-luogo che crea una silenziosa atmosfera di suspance, troverete di fronte a voi le scale di un’altissima torre di ferro. Le percorrerete eccitati e incuriositi, con un penetrante odore di plastica nelle narici che vi riporterà all’infanzia, al profumo della cellulosa di salvagenti, materassini e braccioli. Finalmente siete arrivati in cima; sotto di voi ci sono 24 m di vuoto, ma non abbiate paura: la gabbia di ferro e l’opacità della plastica vi impediscono di percepire l’altezza a cui vi trovate, perciò non proverete alcuna vertigine. Sedetevi sulla scaletta, chinatevi dolcemente verso il telone della prima membrana e … lasciatevi fluttuare.

Potete camminare, strisciare, saltare o rotolare. Siete sostenuti dalla pressione di  7000 metri cubi di aria calda che si muovono sotto di voi, assecondando ogni vostro spostamento. Sembra di camminare sulla superficie di uno strano liquido che non vi fa sprofondare. Sopra di voi c’è l’ampia volta del soffitto e una finestra affacciata su Milano, sotto la membrana che vi sostiene potete osservar la vita e il moviento di altre due membrane, su cui altre persone stanno provando le vostre stesse sensazioni. Osservate i loro sorrisi e l’eccitazione che brilla nei loro occhi, ma non cercate di udire le parole che pronunciano, perché i suoni non possono attraversare la plastica che vi sostiene. “Ogni spostamento d’aria si ripercuote in tutto lo spazio: l’apertura della porta, il movimento di un visitatore, il respiro di una singola persona cambiano la forma dell’installazione come se si trattasse di un organismo vivente.” (www.hangarbicocca.org)

La membrana si gonfia e sprofonda assecondando i movimenti vostri e degli amici che vi accompagnano, ci vuole coordinazione per evitare di sprofondare tutti quanti in un “cratere” o di sbilanciarsi. A volte la membrana sotto di voi si solleva sino al soffitto, oppure vi fa precipitare al livello del telone sottostante. Lasciatevi fluttuare, sentitevi liberi di muovervi come preferite e rilassatevi.

Trascorsi quindici minuti, un’hostess vi inviterà ad abbandonare la membrana superiore e di scegliere una delle due membrane sottostanti per trascorrere un altro quarto d’ora indimenticabile. Vi accorgete che le membrane sono differenti tra loro: il secondo telone è sottoposto ad una pressione inferiore rispetto agli altri due perciò sprofonda con maggiore semplicità, inoltre permette di interagire contemporaneamente con persone che si trovano sia sopra di voi (sulla prma membrana), sia al di sotto; il terzo livello è più indicato, a mio parere, a chi desidera rilassarsi osservando gli amici che zampettano sopra di lui.

Terminato il gioco? Benissimo, adesso scendete le scale e ammirate l’architettura dell’opera da terra. Dal basso è tutta un’altra storia: le persone sembrano tanti bambini sospesi nell’aria e le membrane sono delle lontane pellicole. L’altezza della struttura questa volta si fa sentire in tutti i suoi 24 metri da brividi!

 

Un’opera per gli amanti della fisica

Ci sarebbero un infinità di argomenti di cui parlare in relazione all’installazione del Cubo di HangarBicocca e ai progetti “utopici e visionari” dell’artista e architetto Tomas Saraceno, o il possibile trasferimento di On Space Time Foam alle Maldive. Per apprendere tutte queste interessanti curiosità, vi consiglio di consultare il sito di HangarBicocca e, in particolare, la pagina dedicata all’opera dell’artista argentino. Noi approfondiremo invece il significato dell’opera, che si ispira ad un disegno del celebre fisico Paul Davies.

Ma chi è costui? E cosa posso scrivere io sulle recenti torie sullo spazio-tempo? Purtroppo le mie conoscenze sono piuttosto scarse per quanto riguarda la fisica e non me la sentirei di scrivere un articolo sull’argomento, però il nostro caro amico Google mi ha permesso di scoprire molti articoli interessanti.

E’ evidente che le membrane di Saraceno possono essere interpretate come delle line temporali differenti o degli universi paralleli. In questo articolo troverete una facile spiegazione sulla teoria della relatività generale e quella della relatività ristretta, che renderebbero possibili i viaggi nel tempo anche con le tecnologie che abbiamo a disposizione ai nostri giorni. http://diamante.uniroma3.it/hipparcos/davies.htm

Per quanto riguarda invece gli universi paralleli, ecco un altro articolo che vi spiegherà tutto con un linguaggi elementare: http://www.ditadifulmine.com/2010/02/universi-paralleli-il-mondo-della.html On space time foam vole soprattutto proporci la “coesistenza di universi multipli, in cui l’azione del singolo può avere ripercussioni in un universo parallelo: sulle membrane di On Space Time Foam il movimento di una persona concentrato su un punto dello strato influisce su quello sottostante, modificando il paesaggio nella sua interezza.”

“On Space Time Foam trae ispirazione, inoltre, dalle teorie della fisica quantistica in base alla quale lo strato fondamentale dell’esistenza, la conformazione dell’universo sulla scala più piccola – definita “scala di Planck” – è strutturata come una schiuma (in inglese Foam). Il titolo stesso racchiude queste tre dimensioni, “Spazio-tempo-schiuma”, annunciando un luogo nel quale spazio e tempo cambiano coordinate, come avviene nella Cosmic Foam, la quale non può essere pensata nei parametri fisici a cui siamo abituati. Il Quantum Foam è un concetto della meccanica quantistica, descrizione del tempo-spazio subatomico in relazione al quale oggi esistono solo speculazioni: On Space time Foam esplora, simboleggia ed è metafora di queste infinite possibilità.”

Come avrete notato dalle virgolette e dal corsivo, il paragrafo precedente deriva da un volgare copia-incolla dal sito di HangarBicocca. Non ho potuto fare altrimenti in quanto, pur essendo affascinata dalla fisica, conosco molto poco questi argomenti e sarebbe iporita da parte mia scrivere un articolo al riguardo. Posso tuttavia descrivere delle figure che Saraceno propone come chiavi di interpretazione per l’opera: la pelle tesa di un tamburo in cui tutto si ripercuote e quella del Cubo come un grande strumento musicale che vibra al passaggio dell’aria.

L’Hangar Bicocca è consapevole della difficoltà dei concetti cardine dell’opera e ha trovato una soluzione brillante: l’espsizione del  significato dell’opera è proposta in chiave narrativa, attraverso film e racconti proposti da Saraceno stesso appositamente per l’occasione. In questo modo è sicuramente possibile instaurare un dialogo con persone con la fisica non hanno niente da spartire, ma avrei preferito che fosse stata proposta anche una soluzione intermedia per coloro che, come me, possiedono un’infarinatura di base e sono intenzionati ad approfondire l’argomento.

I film selezionati dall’artista argentino vengono proiettati presso l’Hangar proprio in questo periodo. Io non ho la possibilità di recarmi a Milano per assistere all’evento, ma state pur certi che guarderò i più interessanti durante le vacanze di Natale. Per ulteriori informazioni sulle date delle serate o i titoli delle opere, consultate il sito dell’associazione HagarBicocca: http://www.hangarbicocca.org/hb-public/news-eventi/ Per quanto riguarda i libri, citamo il racconto Il giardino dei sentieri che si biforcano della raccolta Finzioni di Jorge Luis Borges, in cui  si ritrovano, ad esempio, i temi del labirinto, della ramificazione del tempo, di diverse possibili linee temporali.

Non sentitevi tuttavia vincolati alle chiavi interpretative proposte da Tomas Saraceno, in quanto l’artista vuole permettere al pubblico di sentirsi libero di proporre delle letture personali.

 

E adesso parliamo di burocrazia … 

Regola numero uno: prendetevi un pomeriggio libero, perché la lista delle prenotazioni è lunghissima e bisogna attendere un sacco di tempo. Regola numero due: coinvolgete solo qualche amico fidato in quanto possono entrare solo 15 persone alla volta e, se non siete un gruppetto numeroso, avrete maggiori possibilità di entrare prima. Il banchetto per le prenotazioni è situato in una specie di vestibolo silenzioso realizzato mediante due tendoni che, come un sipario, separano la hall dallo spazio espositivo. Forza, gente, mettevi in coda, vi aspetta una lunga attesa!

Quando arriverà il vostro turno, dovrete esibire un documento di identità per dimostrare di essere maggiorenni e firmare un inquietante pila di scartoffie in cui vi assumete la responsabilità di ogni eventuale danno e infortunio (niente paura, i rischi sono minimi). Dovrete inoltre dichiarare di conoscere il lungo e complicato regolamento della struttura, ma non è necessario leggere l’intero documento perchè lungo i percorso incontrerete numeosissime hostess che vi impediranno di “sgarrare”..

Io e i miei amici abbiamo terminato gli aspetti burocratici della questione alle due del pomeriggio e abbiamo avuto accesso all’opera alle cinque e mezza. Si è trattata di una lunga attesa, ma il pomeriggio è trascorso piacevolmente. L’HangarBicocca è infatti un ambiente molto confortevole, in cui sono presenti un dopolavoro economico ma raffinato e un laboratorio ove è possibile trovare numerosi approfondimenti sulle opre esposte e partecipare alla visione di interessanti documentari a tema.

L’attrazione principale dell’hangar è naturalmente l’arte. Oltre a On Space Time Foam, sono presenti tre imponenti opere: La sequenza, una monumentale composizione di Fausto Melotti, uno dei più celebri esponenti dell’arte moderna del secolo scorso (se la sua poetica geometria vi affascina, potrete ammirare molte altre sue opere presso il Museo del Novecento in Piazza Duomo);  I Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer, un’opera costituita da fantascientifiche torri di cemento armato intrise di metafisica e di simbologia ebraica e l’ipnotico Undisplay di Carsten Nicolai, che metterà in discussione la vostra personale concezione dello spazio e del tempo.

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